Rivolta a magistrati, avvocati, appartenenti alle Forze di polizia, medici legali, criminologi, psicologi, psichiatri, consulenti tecnici e studiosi delle scienze forensi, l’opera intende offrire uno strumento operativo e, al contempo, un’occasione di riflessione critica sul contributo che le neuroscienze possono apportare all’attività investigativa e giudiziaria.

Il male non è un dato di natura. È una costruzione che ha una storia, un lessico e istituzioni che, nel tempo, lo hanno nominato, misurato, classificato e punito. Interrogare quella storia significa interrogare i fondamenti stessi dell’atto di giudicare.
Da questa esigenza nasce “La genealogia del male. Neuroscienze, filosofia e giustizia penale. Otto studi sui fondamenti del giudicare”, opera di Franco Posa e Matteo Posa, pubblicata da Edizioni NeuroIntelligence.
Il volume raccoglie otto scritti autonomi, ciascuno dotato di apparato bibliografico proprio, preceduti da un’introduzione che ne traccia la mappa concettuale. Leggibili anche singolarmente, gli scritti compongono tuttavia un percorso unitario, retto da un movimento doppio: la decostruzione e la ricostruzione del soggetto, visto come imputabile, responsabile e giudicabile.
Il titolo dichiara apertamente il proprio debito verso la Genealogia della morale di Nietzsche, qui letta in dialogo con la tradizione positivista italiana, di Cesare Lombroso e della scuola criminologica, con l’analisi foucaultiana del potere punitivo e con la riflessione propria del contesto italiano, fino alle acquisizioni delle neuroscienze forensi contemporanee. Ne risulta una ricostruzione critica delle categorie con cui l’ordinamento penale continua a pensare la colpa, la pericolosità e la responsabilità penale.
L’opera nasce dall’attività di ricerca promossa dall’Istituto NeuroIntelligence di Varese, realtà scientifica diretta dal Prof. Franco Posa, impegnata nello studio del comportamento criminale e delle neuroscienze forensi. Il volume si colloca nel punto d’incontro tra filosofia morale, criminologia, diritto penale e neuroscienze.

Più che una trattazione sistematica, il volume costituisce un contributo al dibattito sui limiti del giudizio: in quale misura le evidenze neuroscientifiche modifichino le nozioni tradizionali di imputabilità e di libero arbitrio, e quale spazio resti al giudizio umano una volta riconosciuti i condizionamenti biologici, biografici e sociali dell’agire. Un interrogativo affrontato senza cedere né alla tentazione riduzionista né alla rinuncia scettica, ma restituendo alla questione la sua complessità storica e concettuale.

Gli autori

Franco Posa
Medico e criminologo clinico, Franco Posa si occupa da anni dello studio delle neuroscienze forensi. Affianca Procure della Repubblica e istituzioni private, offrendo contributi di elevato profilo nell’ambito della consulenza tecnico-scientifica. La sua esperienza si è progressivamente consolidata nello studio dei cold case, affrontati mediante l’impiego di protocolli innovativi, tra cui l’autopsia psicologica, ripensata nella sua più recente e innovativa formulazione del PASIC: un protocollo d’indagine retrospettiva che, attraverso un approccio multidisciplinare, si propone di restituire intelligibilità ai contesti più opachi dell’evento morte.

Matteo Posa
Ricercatore e presidente di NeuroIntelligence, Matteo Posa è laureato in Scienze psicologiche, conseguendo un Postgraduate Certificate in Psicologia e Neuroscienze della Salute Mentale al King’s College London. La sua attività di ricerca accademica è dedicata alle interazioni tra processi psicologici, biologici e comportamento deviante o criminale.

 

Di daniele

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